Quale Arabo?

La lingua araba, oltre ad essere lingua ufficiale della Lega Araba (e della quasi totalità degli Stati che vi aderiscono) e, da alcuni anni, presso le Nazioni Unite, è veicolo di comunicazione e di cultura per circa 300 milioni di arabofoni e lingua sacra per oltre 1 miliardo di musulmani nel mondo.
Per “lingua araba” qui s’intende l’arabo in uso nella stampa, nelle radio, nelle tv, nel cinema, nelle relazioni diplomatiche e commerciali, nei discorsi ufficiali e nella Pubblica Amministrazione, nelle conferenze e nell’insegnamento. Si tratta di una lingua compresa – a vari livelli – in tutto il mondo arabo e, talvolta, nei Paesi a maggioranza musulmana. È il cosiddetto “arabo moderno standard”, che deriva dall'”arabo letterario”, il quale, a sua volta, è una semplificazione dell’arabo coranico. Vale comunque la pena di far notare come l’arabo presenti molteplici varianti “dialettali”, o meglio “regionali”, dal Marocco all’Iraq: quelle, che sono solo per certi aspetti semplificazioni dell'”arabo letterario” (perché assorbono anche elementi delle parlate autoctone che preesistevano all’arabizzazione), sono le “lingue della strada”, quelle cioè delle relazioni informali (anche se va detto che è in corso un processo di dignificazione – letteraria ecc. – dei “dialetti”).

La presenza d’immigrati arabofoni (musulmani e non) nel nostro Paese – e che in vari casi acquisiscono la cittadinanza italiana – ha determinato un’esigenza di miglior conoscenza delle loro culture d’origine. Queste persone vanno progressivamente inserendosi nei più svariati ambiti, non ultimo quello della scuola; per questo, specialmente per alcune categorie professionali, diviene importante una conoscenza quantomeno basilare della lingua araba, la quale è il principale veicolo della/e cultura/e arabo-musulmana/e.
Anche il mutamento degli equilibri internazionali, con un crescente peso delle relazioni mediterranee e con i Paesi del “mondo arabo”, determina una crescita d’importanza della conoscenza e dell’arabo e della civiltà araba, o arabo-musulmana, di cui l’arabo è il veicolo principale.

Per coloro che non conoscono la lingua araba, essa colpisce per alcune peculiarità: innanzitutto la scrittura (alfabetica!), che procede da destra a sinistra, ma anche per alcuni “strani” suoni da pronunciare.
I destinatari di questi corsi di arabo on line, non essendo madre lingua arabi e non vivendo stabilmente in un Paese arabo (“full immersion“), devono per forza di cose cominciare dal summenzionato “arabo moderno standard”, studiandolo su adeguati e sperimentati supporti didattici e con la guida d’un bravo insegnante; un arabo che permetterà loro di leggere gran parte della produzione a stampa in lingua araba, di seguire le tv satellitari come Aljazeera, di comunicare agevolmente con tutti gli arabofoni, quale che sia il loro “dialetto” (a patto naturalmente che si tratti di persone minimamente istruite!). Si ricordi infatti che uno dei grandi punti di forza del “mondo arabo” è quello d’avere a disposizione – a differenza dell’Europa – una lingua comune viva e vegeta, insegnata nelle scuole di ciascun “Paese arabo” a prescindere dalle “varianti regionali”.