Come navigare nel “mare” dell’Arabo


arabo_mareAl-lughat al-‘arabiyya bahr
: “La lingua araba è un mare”. Tutti gli studenti di Arabo, prima o poi, ascoltano allibiti questa sentenza dal loro docente…

A qualcuno prende un certo timor panico all’idea di non vedere “terra” per un bel po’, mentre a qualcun altro comincia a ronzare in testa l’immagine terrificante di un naufragio!

Ma un viaggio in mare non è necessariamente sinonimo di catastrofe!

Certo, bisogna affrontarlo coi dovuti accorgimenti, e soprattutto in compagnia di un bravo ‘navigatore’ (il docente), che pian piano insegnerà tutti i trucchi dei veri “lupi di mare”.

Non bisogna però illudersi di poter circumnavigare un continente, la prima volta… Si parte con qualche breve sortita, in mare calmo e senza troppo vento. S’impara a virare a destra e a sinistra, a gettare l’ancora e a svolgere le corrette manovre nel porto. Si comincia a capire che quello è uno scoglio e quell’altra una secca.

Lo studio di una lingua-oceano come l’Arabo non è poi così diverso, e per questo “la lingua araba è un mare”, se da una parte ci pone di fronte ad orizzonti sterminati coi loro aspetti anche preoccupanti, dall’altra c’invita alla scoperta di un viaggio che, col passare del tempo, si farà sempre più emozionante e gratificante, fino a condurci, com’è il caso dei ‘marinai’ più tenaci, alle ‘sponde’ di una buona scuola di Arabo in un paese dove la lingua del Corano e delle Mille e una notte è come il pane quotidiano.

Dunque, l’importante, per partire col piede giusto, è porsi obiettivi raggiungibili nel breve periodo. Dopo di che, si leva l’ancora e si parte per una meta più lontana, fino a trovarsi in mare aperto e comprendere che, finalmente, non si doveva arrivare da nessuna parte perché… “la lingua araba è un mare!”.

0 comments

Nessun commento

Lascia un Commento

*